Quante bufale e false verità

 

Dopo gli ultimi ballottaggi!

 

Se vi e' un dato che deve essere tenuto in conto per una valutazione realistica del voto amministrativo conclusosi domenica scorsa con i ballottaggi per la elezione dei sindaci in numerosi comuni italiani, e' certamente quello della massiccia astensione. Si calcola che oltre la metà dell'elettorato attivo abbia disertato le urne. Un fenomeno generalizzato, che ha caratterizzato, da Nord a Sud (salvo qualche sporadica eccezione), l'intera consultazione. E allora diventa importante, per una analisi corretta del voto, partire proprio da questa ultima circostanza . E' sbagliato , infatti, fermarsi semplicemente al riscontro diretto del risultato e attribuire, tout court, la vittoria elettorale alle liste che hanno conseguito l'elezione del sindaco. Anche se questa e' la sostanza concreta derivante dalle urne, si tratta solamente di una anomalia che non consente e non legittima le interpretazioni di comodo che sono state fornite dalla stampa e da numerosi commentatori interessati, sul mutato orientamento dell'elettorato. Così non può essere attribuita , ad esempio, come e' stato trionfalisticamente affermato, "alla forte volontà di cambiamento espressa dall'elettorato" la sconfitta del Centrosinistra, nelle roccaforti che gli erano appartenute, come Genova, Savona, La Spezia, Carrara, l'Aquila. Si tratta di un giudizio semplicistico, di una suggestione, di un luogo comune, di un falsa verità. La realtà è diversa. Il centrodestra ha avuto successo, laddove e' riuscito a mettere assieme il Diavolo (lo sciovinismo lepenista di Salvini, il neofascismo della Meloni) e l'acqua santa - si fa per dire - (il popolarismo di Berlusconi e il moderatismo di Alfano). Li si sono sommati i voti delle varie anime della destra. Che sono quelli di sempre. Sono mancati, invece, i voti della sinistra rimasti prigionieri nel grande serbatoio, maggioritario, della. astensione. A questo punto bisogna chiedersi perché. E la risposta non e' difficile da trovare. Va ricercata nelle liti, nelle lotte intestine che hanno devastato il PD, nella scissione scriteriata che ne e' seguita, nello sterile massimalismo delle frange estreme e velleitarie. Nella situazione di disagio vissuta dagli elettori decisi ad opporre il gran rifiuto a una compagine che non ha saputo offrire certezze. Chi e' causa del suo mal - mai come in questo caso la massima e' azzeccata - pianga è stesso.

Altre notazioni per concludere. Non e' tempo per nessuno di cantar vittoria. Una consultazione amministrativa, per giunta parziale, non può essere indicativa per una previsione politica futura. Soprattutto considerando che manca più di un anno alle elezioni legislative. E poi chi ha detto che il Centrosinistra e' stato sconfitto? Si e' aggiudicato importanti vittorie a Lecce, a Taranto, a Palermo, a Padova, a Mira, strappata all'orgoglio grillino. Non basta. E' ancora lui - il Centrosinistra, appunto - a condurre la classifica, con 67 amministrazioni conquistate contro le 59 del centrodestra e le 8 del movimento 5 stelle. Calma, calma, ragazzi. E prudenza.