Sale la fame di case a Milano. E il comune, negli ultimi quattro anni, ha fatto poco o nulla per risolvere il problema. La denuncia viene dai Ds, che accusano la giunta Albertini di aver sottovalutato quella che in realtà è una autentica emergenza, soprattutto in presenza dei numerosi provvedimenti di sfratto resi esecutivi negli ultimi tempi. "Solo a maggio - afferma il consigliere comunale Aldo Ugliano - sono state sloggiate 108 famiglie e 3200 domande di cittadini che chiedono case sono rimaste inevase a causa del fatto che da anni non si costruiscono più alloggi popolari". Gli ottomila alloggi che l'amministrazione civica dice di aver riqualificato negli ultimi anni, fanno sapere i Ds, sono solo una invenzione. E neppure un nuovo mattone è stato posato per la costruzione di nuovi edifici di edilizia popolare. Le critiche del partito d'opposizione in Consiglio comunale vertono soprattutto su un punto. "E' vero che il Comune costruisce - dice ancora Ugliano - ma solo per chi se lo può permettere". E ricorda i circa 4 mila alloggi privati in via di costruzione, tra i quali "non c'è ombra" degli 850 appartamenti che avrebbero dovuto essere venduti al Comune per essere destinati ad edilizia economica. La denuncia del Consigliere Ugliano contiene anche una serie di dati significativi rilevati in città: si parla di 108 famiglie sfrattate nel solo mese di maggio, delle quali solo 15 hanno trovato riparo in alberghi a carico del Comune. "Ma non si sa dove abbiano trovato sistemazione tutti gli altri. - afferma il consigliere diessino, e si chiede: come fa l'amministrazione Albertini a negare una situazione così grave ?". Aldo Ugliano non si limita a rilevare le mancate realizzazioni dell'amministrazione di centro destra. Ma, all'inizio della nuova tornata amministrativa, propone una soluzione, articolata in cinque punti. Per cominciare, dice Ugliano, bisogna convertire i tre milioni di metri quadrati di uffici invenduti a Milano in altrettanti alloggi. Se ne ricaverebbero 10 mila appartamenti. Senza contare che sarebbe utile seguire l'esempio del Lazio, che ha investito i mille miliardi di lire dei fondi Gescal per nuove edificazioni di case da dare in affitto a canale concordato. Ma gli interventi possibili sono anche altri, come quello adottato dall'amministrazione comunale di Bologna che ha ridotto l'Ici fino allo zero per mille per calmierare il prezzo degli affitti alzando invece il coefficiente fino al nove per mille per gli alloggi sfitti, per incentivare i proprietari a cederle in locazione.