"Biobugie e tecnoverità", un invito a riflettere

C'è autentico progresso

solo quando la scienza

è al servizio dell'uomo

di Luisella Nicosia

Oggi che il tema della globalizzazione è al centro del dibattito politico e sociale, diventano di viva attualità le problematiche che discendono dal condizionamento della scienza da parte degli interessi economici dominanti e dalla esigenza della tutela dell'ambiente, della salvaguardia della salute e della condizione umana esposta ai rischi derivanti da improvvide metodiche scientifiche eventualmente usate nella produzione di generi di qualità destinati al consumo. Fino a che punto si possono avere garanzie della neutralità della scienza rispetto alla "razionalità" dell'economia, ovvero quali certezze si possono ragionevolmente raggiungere che non prevalgano le ragioni di quest'ultima sulla legittimità della prima?

L' informazione mediatica non sempre dà spazio a seri approfondimenti sul progresso scientifico e sull'impiego di nuove tecnologie, scarse appaiono le possibilità di discernere il vero dal falso. In un panorama di siffatta precarietà assumono quindi caratteristiche di utilità, quali strumenti validi per acquisire conoscenze basilari in materia di nuove tecnologie e organismi geneticamente modificati, opere come "Biobugie & tecnoverità - biodiversità e globalizzazione nel rapporto Nord - Sud del mondo" a cura di Vittorio Bigliazzi e Raffaello Bisso del coordinamento Mobilitebio, il gruppo genovese formatosi nella primavera del 2000 al fine di sviluppare un serio approfondimento sulle biotecnologie e sulle relative implicazioni sociali, politiche ed ambientali. Il libro, edito da Fratelli Frilli Editori (www.frillieditori.com), riporta fedelmente gli atti dell'omonimo convegno organizzato il 20 maggio 2000 a Genova, con diversi contributi di 17 esperti del settore - medici, biologi, genetisti, politici, pionieri ell'agricoltura biologica - da Giorgio Cingolani, economista agrario, a Luciano Pecchiai, patologo primario dell'Ospedale Buzzi di Milano, da Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro per le Politiche Agricole nel governo Amato, a Gennaro Valerio, epidemiologo nonché responsabile Medici per l'Ambiente ISDE di Genova, da Marcello Buiatti, professore dell'Università di Firenze, a Gianluca Felicetti, responsabile Biotecnologie LAV. Accanto a queste voci, si collocano il contributo di Luciana Castellina, ex parlamentare europeo, un'intervista a Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice della Research Foundation for Technology and Natural Resource Policy, oggi bandiera del popolo antiglobalizzazione. L'importante é capire che "l'ingegneria genetica, in sé positiva in quanto genera nuove opportunità di nutrire e curare, favorendo la possibilità di sopravvivere anche a condizioni ambientali sfavorevoli - é questo il preambolo che apre la prefazione di Paolo Cornaglia Ferraris - non sempre rispetta con rigore i criteri di sostenibilità ambientale ed il rispetto della diversità, unica ed inalienabile ricchezza del pianeta e preziosa garanzia per chi ci vive". Bisogna diffidare solo di "quella scienza irresponsabile - afferma Vandana Shiva - incapace di valutare le implicazioni del proprio impatto, una scienza riduzionista, incapace di leggere le interazioni dei geni con il proprio contesto e degli organismi negli ecosistemi, mentre, al contrario, bisogna valorizzare in biologia gli approcci che tengono conto della complessità e dell'ecologia e dell'ambiente circostante. Purtroppo, oggi le multinazionali sono miopi: non pensano alle conseguenze delle loro azioni nel lungo periodo; vedono solo le persone come consumatori, dimenticandosi che sono anche produttori". All'approccio più propriamente scientifico, il libro lascia spazio anche alle preoccupazioni e ai dubbi dell'opinione pubblica, accoglie anche il monito di chi, come Don Andrea Gallo, della Comunità San Benedetto al Porto di Genova, invita a una diversa redistribuzione delle risorse del pianeta, al fine di scongiurare il pericolo dell'occidentalizzazione del pianeta e i rischi più gravi che ne derivano per l'ambiente e la salute degli individui, ricordando che "oggi vi é una drammatica sproporzione che colpisce l'umanità, per cui l'80% delle risorse del pianeta viene consumato dal 20% della popolazione". Una ingiustizia che affligge i paesi poveri, le popolazioni sfruttate, ma che rischia di colpire con effetto boomerang, anche i paesi ricchi, le popolazioni opulente.

Inadeguate risultano le legislazioni internazionali, le iniziative per il varo di normative capaci di fronteggiare le dinamiche emergenti della globalizzazione (vedi il rigetto del protocollo di Kyoto da parte dell'amministrazione Bush) procedono su percorsi irti di difficoltà. Una buona base di partenza é rappresentata dalle due Direttive 96/5 CEE e 98/36 CEE, recepite in Italia seppure con ritardo con il D.P.R. 128/99, con cui il Consiglio d'Europa ha stabilito il principio del divieto della somministrazione degli alimenti transgenici ai lattanti e ai bambini fino a tre anni, "per evitare l'insorgenza di intolleranze configuranti una malattia sociale per la vita - si legge nel preciso intervento del Prof. Pecchiai, primario patologo presso il Buzzi di Milano - proprio perché la madre, durante l'allattamento e a maggior ragione ancor prima, durante la gravidanza, dovrebbe evitare di assumere alimenti transgenici per proteggere lo sviluppo dell'embrione e del feto". Ma c'è dell'altro da fare.Il libro curato da Bigliazzi e Bisso si propone come momento di riflessione per accostarsi a una materia ostica e che pure tanto da vicino coinvolge la vita di tutti. A tal fine, le ultime pagine dell'opera riportano anche i più importanti riferimenti di siti in Rete sull'argomento e un glossario utilissimo, per parlare a ragion veduta del fattore Orange piuttosto che del glifosato, dello xenotrapianto piuttosto che della chimerizzazione. Termini, forse, poco chiari, non alla portata della gente comune, di difficile comprensione, destinati però ad incidere, con notevole rilevanza, sulla esitenza dei popoli.

"Biobugie & tecnoverità - biodiversità e globalizzazione nel rapporto Nord - Sud del mondo" a cura del coordinamento Mobilitebio, Fratelli Frilli editori, lire 26.000