Si dice che manca il senso dello Stato. Il cittadino non ha consapevolezza del suo ruolo nella società civile. Ha prevalso, finora, una cultura del privato che disdegna l'impaccio delle leggi, ha in odio le tasse e le regole civili. Una sorta di edonismo misto ad egoismo che si è diffuso anche tra i giovani. E che è incoraggiato da molti partiti che hanno portato al trionfo la figura del "self made men", il "furbo" che si è fatto da solo, non importa se rubando od evandendo il fisco. Ed allora viene meno anche il rispetto di un principio base della convivenza civile, che è quello della legalità. Un fenomeno vistoso che ha indotto l'Unicef a promuovere tra le giovani generazioni una necessaria presa di coscienza. E all'Unicef si è unito, con una benemerita iniziativa, il ministero degli Interni. Si tratta di un progetto educativo rivolto ai bambini che frequentano le ultime classi delle scuole elementari, messo a punto dal Dipartimento della pubblica sicurezza. Il titolo è significativo: "Il poliziotto un amico in più". Obiettivo, appunto, "diffondere la cultura della legalità e della solidarietà sociale". Come si articola l'iniziativa? Gli scolari impareranno a conoscere i compiti svolti quaotidianamente dalla Polizia di Stato a favore e in difesa della collettività. Nella provincia di Milano saranno coinvolti 500 bambini, ospiti, via via, delle strutture della polizia. Seguiranno da vicino l'attività di alcuni uffici come quello della stradale o della polizia di frontiera aeroportuale, a contatto con le pattuglie della centrale operativa o con quelle del reparto a cavallo. A conclusione dell'esperienza, i bambini saranno invitati a fare un disegno. I più belli saranno esposti a Roma, in una mostra prevista per il prossimo autunno. I 12 disegni più significativi saranno destinati ad illustrare il calendario della Polizia di stato del 2002.