Rallenta a Milano e provincia lo sviluppo della piccola e media impresa: se da una parte aumentano occupazione e fatturato, dall'altra calano gli investimenti e la domanda interna. La denuncia viene dal presidente dell'Api, Danilo Broggi, che illustra i dati riguardanti il primo trimestre 2001. Segnali d'incertezza, contradditori, dunque, che segnano sul piano produttivo questa tormentata vigilia elettorale. Venti imprese su cento segnalano di aver assunto nuovo personale mentre il 39 per cento ha aumentato il fatturato; ma rispetto al primo trimestre 2000 gli investimenti sono diminuiti del 3 per cento. Le aziende faticano a trovare manodopera specializzata mentre le prospettive di sviluppo sono affidate soprattutto al lavoro interinale: assunzioni a termine, temporanee, quindi, non a tempo indeterminato. Dai piccoli imprenditori vengono precise richieste: meno burocrazia, procedure semplificate. In Italia è piccola impresa quella che ha sino a 15 dipendenti mentre le direttive europee prevedono un tetto di 50 dipendenti. C'è una curiosità: le imprese associate all'Api sono quelle che tra i dipendenti contano la percentuale più alta di immigrati, soprattutto quelle meccaniche.