dal nostro inviato

Sole, spiagge, mare, ma anche montagna, arte, tradizione, cultura, sport. L'offerta del turismo marocchino si apre su un ampio ventaglio di proposte accattivanti. Ma al centro dell'attenzione di chi ha il compito di richiamare ospiti e visitatori dall'Europa e da altre parti del mondo, si pone soprattutto la strategia di un rilancio capace di vincere la grave crisi generata dalla paura e dall'emozione conseguente agli attentati terroristici del settembre scorso. Ora il problema, per il Marocco, come per ogni altra destinazione di vacanza, è quello di restituire fiducia alle moltitudini di persone che ovunque hanno subito l'impatto paralizzante con la tragica vicenda delle torri gemelle di New York. Quali sono, allora, le politiche idonee a restituire vigore al volano di una attività, quella del turismo appunto, che alla fine del 2000 aveva raggiunto lusinghieri traguardi per registrare, invece, sconfortanti flessioni alla fine del 2001 ? La seconda Assise del Turismo marocchino, apertasi a Marrakech il 25 gennaio scorso, ha ripreso il filo di quella tenutasi l'anno precedente in cui furono definiti ed approvati l'accordo quadro nazionale e il programma economico per una strategia di sviluppo del settore che nella vita del Marocco riveste una sostanziale fonte di reddito. Tanto che la Carta del Turismo, fortemente voluta e sollecitata dal Re Mohammed VI°, fu firmata alla presenza del Sovrano dai rappresentanti del governo e da quelli del patronato della Confederazione Generale delle imprese del Marocco (CGEM). Di cosa si tratta? L'accordo quadro, articolato in una lunga serie di articoli, definisce i compiti dello Stato e quelli dei privati nell'organizzazione dello sviluppo turistico.Messo a punto il primo compito, che era quello di riorganizzare giuridicamente il settore (in precedenza vincolato da una miriade dispersiva di leggi e regolamenti) il governo può finalmente oggi occuparsi concretamente di dare corpo agli obbiettivi fissati nella Carta in particolare per quanto riguarda il sistema di organizzazione fiscale , il sistema di organizzazione delle proprietà fondiaria dei terreni , il tipo di organizzazione per quantificare nel programma di sviluppo le somme necessarie per perseguire l'obbiettivo già indicato lo scorso anno di convogliare 10 milioni di turisti in Marocco entro il 2010. Nell'accordo quadro di applicazione, firmato il 29 ottobre del 2001, erano quantificati e precisati gli obbiettivi sia in termini di posti letto che di miglioramento dell'offerta turistica del Marocco, in particolare per quanto riguarda la balneazione. A questo proposito sono state già individuate sei zone balneari i cui progetti di fattibilità saranno a disposizione degli investitori nel secondo trimestre del 2002. Lo stesso vale per l'offerta di località a sfondo storico- culturale (Marrakech, Fez, Ouarzazate) e i centri urbani come Casablanca, Rabat e Tangeri il cui potenziamento turistico è allo studio e sarà completato entro la fine del 2002. Nel corso della seconda Assise di Marrakesch, che ha visto la settimana scorsa la massiccia partecipazione di operatori economici e investitori provenienti da diversi paesi, il Ministro dell'economia, delle finanze, della privatizzazione e del Turismo, Fathallah Oualalou, ha illustrato un progetto molto dettagliato che mette a punto le politiche di incentivazione varate dal governo. Si tratta di provvedimenti importanti che prevedono defiscalizzazioni a favore di chi investe a partire da un minimo del 20% per arrivare addirittura al 100% a seconda del tipo di investimento. E' prevista inoltre l'abolizione dell'IVA per i beni strumentali, sia acquistati in loco che importati, la riduzione della stessa imposta al 10 % per le industrie alberghiere, l'abolizione dei diritti doganali per investimenti superiori o pari a 200 milioni di Dhiram. A seconda delle capacità di investimento in infrastrutture turistiche, sviluppate con il consenso dello Stato da operatori marocchini o stranieri in rapporto ad un determinato numero di anni, l'imposizione fiscale può variare dal 50 al 100 %. Il consenso dello Stato è legato ai principi economici basati esclusivamente sulla capacità concorrenziale e non sull'indirizzo statale generalizzato di politica industriale e territoriale. Un investimento superiore o pari ai 200 milioni di Dhiram entra automaticamente nell'ambito del 50 % di defiscalizzazione. Gli strumenti per dare la sveglia in senso liberista a chi intende produrre redditi sicuri, sono dunque stati posti in campo con estrema sollecitaudine. E, a giudicare dalle prime reazioni delle centinaia di operatori che hanno partecipato alla grande assise del turismo, che si è chiusa con una festosa manifestazione di folclore magrebino, durante una splendida serata di gala, le premesse per un rilancio massiccio del tursimo esistono davvero.