Rispetto dell'ambiente e rilancio dei valori umani

Il patrimonio culturale del Sahara

al servizio del turismo di scoperta

 

Servizio di Attilio Gaudio

Il futuro del turismo culturale sahariano sulle orme delle antiche carovane è stato il tema che ha attirato nel sahara maliano tour-operetors, esperti, ricercatori, rappresentanti di organizzazioni internazionali e giornalisti africanisti convenuti a Timbuctù per l'ottavo convegno euro-africano del CIRSS ( Centro internazionale di ricerche sahariane e saheliane dell'Istituto Internazionale di Antropologia di Parigi). Dal 13 al 19 novembre dello scorso anno, la mitica Timbuctù, regina delle sabbie, si è mobilitata per fare di questo eccezionale incontro specialistico un evento promozionale, iniziatore di nuovi e ambiti programmi di sviluppo socio-economico e di riabilitazione culturale per i popoli e i centri di vita del più vasto e vario deserto del pianeta. I lavori hanno avuto per moderatori il ministro dell'artigianato e del turismo del governo maliano, la signora Zakyatou Wallat Hallatine (di origine tuareg) e dallo storico maliano Mohamed Gallah Dicko, direttore generale del Centro per le ricerche storiche Ahmed Baba (CEDRAB). La proposta di convocare una manifestazione congressuale incentrata sul turismo culturale era stata lanciata al settimo convegno del CIRSS, che si era svolto a Milano nel maggio del 1998. In quell'occasione studiosi ed esperti di tutto il mondo si erano confrontati sulle possibili strategie per salvare il patrimonio culturale racchiuso nelle biblioteche del deserto. E, a Timbuctù, l'attenzione si è in effetti rivolta alle possibili sinergie tra ruolo del turismo selettivo e salvaguardia del patrimonio culturale. Un contributo determinante è stato dato dagli interventi del prof. Jean Bastié, presidente della società di geografia di Francia, dal celebre scrittore e teologo maliano Albackaye Kounta, dal grande bibliofilo Abdel Kader Haidara di Timbuctù, dalla signora Lidia Cicerale, presidente del Centro studi di Archeologia Africana di Milano, dall'archeologo Mario Liverani dell'Università di Roma, e dalla specialista delle civiltà sahariane, Geneviève Desiré. Molte le voci che si sono levate dai partecipanti africani per condannare gli effetti nefasti sulle popolazioni e l'ambiente delle regioni attraversate dalla corsa annuale Parigi-Dakar. Dal canto loro i tour-operators occidentali hanno seriamente richiamato l'attenzione dei governi africani e delle agenzie locali sui dannosi disservizi delle strutture alberghiere, che raramente corrispondono alle categorie indicate, sull'abusivismo generalizzato delle guide, sulle porzioni da fame servite nei ristoranti convenzionati, sulle tariffe esorbitanti e incontrollate dei trasporti privati, sulla esasperante incertezza delle prenotazioni alberghiere e dei voli interni. A questo proposito c'è stata una levate di scudi unanime da parte dei congressisti occidentali per l'inaffidabilità della compagnia di bandiera Air Mali, che cancella senza preavviso un volo su due e lascia all'abbandono negli aeroporti rudimentali del nord gruppi di turisti che, date le circostanze e l'assenza di altri mezzi di trasporto, non sanno come raggiungere Bamako, in tempo per non perdere il biglietto di ritorno in Europa o negli Stati Uniti. Il convegno ha inoltre ascoltato con grande interesse l'intervento dello storico maliano Ismael Haidara, il quale ha annunciato la ricostruzione dell'antica biblioteca della famiglia Kati, ricca di oltre 3000 manoscritti originali del XIV° e XV° secolo. Tutti i congressisti si sono recati in visita nella casa di Ismael Haidara dove hanno potuto ammirare e fotografare questo preziosissimo patrimonio cartaceo non ancora noto al mondo scientifico, così come hanno avuto accesso all'altra grande biblioteca privata appartenente ad Abdel Kader Haidara (5000 opere datate su dieci secoli) e alla biblioteca del centro Ahmed Baba dove sono conservati 13.000 manoscritti e pubblicazioni in arabo, fulbè e berbero-tamacek. Il punto di forza decisionale del convegno, prioritario nell'ordine del giorno, è stato l'inventario delle antiche piste carovaniere dimenticate e l'esame di fattibilità di una futura rete di percorsi turistici transahariani. E' stata tracciata una nuova cartografia degli itinerari sostenibili e cioè:1) - Traversata del Sahara ovest-est da Nouakchott al Cairo (4.400 km. Via Nema, Timbuctù, Gao, Meneka, In Gall, Agadès, Fachi, Bilma, Djado, Kufra, Gebel Aouénat, El Kharga, Dakhala, Farafra, Bahariya, Cairo); 2) - la strada dei carri preistorici: Tripoli (Leptis Magna), Ghadames, Sebha, Garama, Ghat, Djanet, Tamanrasset, Abalessa, Silet, Tin Zaouatène, Es Souk (Tedemekka),Gao; 3) - la via dell'oro: Oualata, Tichitt, Cinguetti, Guadane, Turine, Zouérate, Bir Moghrein, Guelfa Zemmour, Smara, Tan Tan, Goulmin, Tiznit, Agadir, Essaouira oppure Goulmin, Assa, Akka, Tata, Tarudant, Marrakech; 4) - la strada di René Caillié da Timbuctù al Tafilalet, passando da Bou Jbeha, Araouane, Taudenni, Teghaza. El Kseif (El Eglab), pozzi di El Guédea (Erg Ioguidi), Tissint, Zagora, Rissani (Sidjilmassa), Erfoud; 5) - l'Azalay: carovane del sale da Timbuctù a Taoudenni (800 Km.); 6) - la Tirlamt: carovane del sale da Agadès a Bilma attraverso il deserto del Ténéré (1.200 Km.); 7) - la pista ciado-libica: Ndjamena, Koro Toro, Faya, Ounianga Kebir, Cufra, Gebel Aouenat, Cufra, Agedabia, Sirte, Tripoli; 8) - la pista delle carovane del Pount: Meroé, El Damer, Merowe, Karima (Gebel Barkal), Napata, Kerma, Abri, El Se lima, Dush, El Kharga, Luxor. Il tratto Cartum-Meroé-Kerma (Dongola) è già programmato da alcuni tour operators italiani e francesi. La novità si ipotizza nei mille chilometri di traversata del deserto sudano- egiziano, non incluso finora nei circuiti dellAlto Egitto e della Nubia sudanese; 9) - la pista nubica delloro e delle spezie: Assuan, Ouadi Allaqui (Berenice Pancrisia scoperta nel 1989 da una spedizione archeologica italiana), Muhammad Qawal, Porto Sudan, Suakim, Ouadi Amur (territorio delle leggendarie tribù Bedja), Atbara, Cartum.

A conclusione del convegno è stato approvato un comunicato finale, in presenza di tutte le autorità civili e militari, dei notabili e dei rappresentanti della cooperazione internazionale, della radio-televisione nazionale, dei corrispondenti della stampa scritta africana ed europea e dei responsabili del turismo, dell'artigianato, del commercio transsahariano e delle comunità tuareg della regione di Timbuctù e di Kidal. Citiamo alcune raccomandazioni:

-Il convegno suggerisce alle città sahariane e saheliane in difficoltà di incentivare i gemellaggi con città europee, seguendo lesempio positivo del gemellaggio tra Sainte (Francia) e Timbuctù.

-Il convegno invita i ministeri di tutela dei governi africani a riconoscere lartigianato tradizionale risorsa di interesse nazionale e a promuovere lesportazione dei suoi prodotti verso i potenziali mercati occidentali, pur controllandone ufficialmente i requisiti per la commercializzazione.

-Il convegno chiede alle organizzazioni culturali mondiali (ISESCO, UNESCO, FONDAZIONI, UNIVERSITA) e alle cooperazioni bilaterali di stato di varare i piani di salvaguardia e restauro delle innumerevoli e trascurate biblioteche del deserto che da secoli detengono la memoria storica e culturale delle civiltà del Sahara.

- Il convegno esorta i tour operators occidentali ad agevolare laccesso a strumenti di finanziamento specifici per i progetti di sviluppo turistico-culturali dei paesi sahariani e saheliani, secondo la gamma di iniziative identificate a Timbuctù: costruzione di sedi adeguate per la conservazione in condizioni ottimali di fondi pubblici e privati delle biblioteche del deserto; creazione di parchi naturali ed archeologici; concessione dei diritti di scalo e di trasporto a compagnie aeree internazionali disposte ad ovviare agli inconvenienti provocati dalle carenze delle compagnie nazionali; gestione mista di centri di formazione di personale professionale del settore turistico sahariano; avvio di proposte alternative alla navigazione sul Niger. A tale proposito il Ministro del turismo del Mali ha dichiarato al convegno la sua disponibilità per lorganizzazione di crociere unicamente turistiche, con visite previste ad ogni scalo nella prospettiva di ridonare a questo gran fiume africano laureola di Nilo dellestremo ponente.

- Il convegno si associa con soddisfazione al progetto di conferenza sahariana approvato dallUNESCO per il 2001 volto ad elaborare una convenzione culturale e turistica fra gli stati dellarea (con la concessione, tra laltro, di un unico visto circolare valido in tutti i Paesi associati e di un unico biglietto aereo cumulativo).

Quale apporto a detta conferenza il convegno di Timbuctu dà mandato all'Istituto Internazionale di Antropologia di Parigi di procedere all'Aconclusion, identificazione e alla presentazione di tutti i siti archeologici e storici, delle biblioteche del deserto, delle antiche zaouia, delle mederse e delle località diroccate in ciascun paese sahariano suscettibile di proporre delle tappe o delle destinazioni al futuro turismo culturale a nord del XVI parallelo.

A conclusione , il convegno ha raccomandato di indire il IX convegno euro-africano del CIRSS a Granada (Spagna) sul tema: Le relazioni culturali sulle tracce dei grandi viaggiatori e l'interscambio economico tra i paesi mediterranei e dell'area Sahariana dall'antichità ai nostri giorni. Gli atti del convegno di Timbuctu saranno pubblicati da un numero speciale della Nouvelle Revue Anthropologique di Parigi.

Una importante risoluzione quella che ha adottato, inoltre, una carta etica del viaggiatore sahariano, auspicando la fine del neocolonialismo culturale degli europei in Africa affinché il turismo sia più culturale che mercantile, contribuendo all'armonizzazione proficua dei rapporti umani tra visitatori e autoctoni. In proposito il direttore dell'agenzia francese di avventure ed esplorazioni, Atalante Christophe Leservoisier, ha affermato che una delle maggiori attrattive dei viaggi risiede nella diversità dei popoli e delle culture incontrate. Orbene, ogni cultura, religione ed espressione di vita è sottoposta a regole e tradizioni che occorre rispettare e comprendere e non giudicare. Il viaggio non è ormai concepibile senza il rispetto e l'umiltà nei confronti delle persone, dei beni, delle culture e degli usi dei paesi visitati. Lo spazio culturale e i siti storici sono spesso la principale ricchezza turistica di un paese Sahariano e la prima motivazione dei turisti che lo scelgono come destinazione. Per cui è un loro preciso dovere rispettare l'ambiente.