La risposta al quesito è certamente positiva. La nuova normativa stabilisce che avverso la sanzione amministrativa è ammesso ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica ed al Giudice di Pace entro 30 giorni. Il ricorso al Giudice di Pace si propone in carta semplice (non bollata) allegando il provvedimento impugnato senza l'obbligo di essere assistiti da un avvocato. A proposito di quest'ultima indicazione è però bene rilevare che un ricorso, per essere efficace, necessita di indispensabili motivazioni giuridiche. Lo "Sportello Legale" di Universo Lex, si rende quindi disponibile con un articolato programma. In particolare offre:

1) - Consulenza sulla possibilità di impugnare un verbale di accertamento di infrazione, con parere motivato circa la opportunità o meno di presentare un ricorso avverso il provvedimento.

2) - Assistenza nella stesura del ricorso di impugnazione del verbale con l'indicazione dei motivi specifici di illegittimità del provvedimento, nel caso l'interessato intenda presentarsi autonomamente di fronte al Giudice di Pace (tenendo conto che l'Amministrazione chiamata in causa normalmente si costituisce in giudizio rappresentata da un legale).

3) - Assistenza completa, in giudizio, con assunzione a pieno titolo della rappresentanza legale del ricorrente.

Chi fosse interessato ad avvalersi del servizio può chiedere maggiori informazioni allo "Sportello Legale" direttamente via e-mail itmondo@italianelmondo.com .

Come motivare i ricorsi degli utenti della strada?

Qualcosa cambia per le contravvenzioni

la nuova legge offre maggiori garanzie

Una sfuriata, un po' di rabbia, poi si finisce per pagare. In definitiva - si dice - è meglio far prevalere il buon senso, se no si rischia di andare incontro a guai peggiori. E' giusto continuare a far propria questa arrendevole filosofia, chiudere gli occhi e rinunciare a far valere i propri diritti, solo per evitare di incorrere in eventuali e paventate più gravi conseguenze di natura burocratica? Forse, fino a qualche anno fa, una simile riflessione poteva sottointendere una sostanziale saggezza di chi la faceva. Ma oggi, per fortuna, non è più così. Le cose sono cambiate. E il cittadino, finalmente, ha la possibilità di sostenere le proprie ragioni, se ne ha. L'opportunità di una efficace azione di difesa viene garantita dalla legge e dalla possibilità di avvalersi degli strumenti che essa offre. Ma veniamo alle notizie. Tenuto conto delle numerose richieste di informazione pervenute sull' argomento delle penalità per infrazione del codice della strada, segnaliamo alcuni punti nevralgici della nuova normativa che effettivamente interessa in prima persona molti cittadini. Innanzitutto è bene tenere presente - come abbiamo sopra precisato - che avverso la sanzione amministrativa è ammesso ricorso al Prefetto, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica, ed al Giudice di Pace entro 30 giorni. I motivi di un eventuale ricorso possono così essere sintetizzati:

1)· omissione dell'indicazione dell'agente accertatore (ad esempio perché manca il numero di matricola); ·

2) omissione dell'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della infrazione;

3) i dati anagrafici del proprietario non corrispondono a quelli della contravvenzione;

4) mancanza dell'indicazione della norma del c.d.s. violata; ·

5) errore nell'indicazione della targa in quanto l'autovettura al momento della presunta infrazione si trovava in altro luogo diverso da quello indicato nel verbale dalla polizia (tale circostanza dovrà essere provata dal ricorrente mediante dichiarazione di testimoni o altri mezzi);

6) fatto svoltosi in modo diverso rispetto a quanto descritto nel verbale di accertamento;

7) notifica fuori termine del verbale di accertamento di infrazione se questo viene notificato oltre i 150 giorni dalla data dell'infrazione.

Ed, infine, un'ultima garanzia. Se viene presentato ricorso al Prefetto, questi deve emettere la propria decisione nel termine complessivo di 210 giorni dalla ricezione del ricorso da parte dell'organo accertatore; ne discende che se l'ordinanza-ingiunzione con la quale il Prefetto respinge il ricorso viene pronunciata dopo tale termine è invalida, ma tale invalidità dovrà essere fatta valere con ricorso al Giudice di Pace.

In alternativa, la legge contempla la possibilità di presentare opposizione al Giudice di Pace; va però evidenziato che tale ricorso non determina la sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato tranne che non sia stato espressamente richiesta in base a gravi motivi ed il giudice non la disponga con propria ordinanza.

Il ricorso al Giudice di Pace si propone in carta semplice (non bollata), allegando il provvedimento impugnato, senza l'obbligo di essere assistiti da un avvocato. Tuttavia, occorre tenere in considerazione tre elementi:

1) in assenza di difensore è necessaria, ai fini delle notifiche e comunicazioni, la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel territorio di competenza del giudice adito;

2) in seguito al ricorso si instaura una causa vera e propria;

3) nella maggioranza dei casi l'autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento impugnato si farà assistere nel corso del giudizio da un legale.

In materia di accertamento dell'infrazione a mezzo autovelox, occorre tenere presenti alcune recentissime sentenze della Cassazione sull'argomento:

· Cassazione n. 6123 del 18/06/99 · Cassazione n. 1380 del 08/02/00 · Cassazione n. 4010 del 03/04/00 · Cassazione n. 10107 del 02/08/00

In tali pronunce, la Suprema Corte, interrompendo un consolidato orientamento giurisprudenziale, ha affermato la legittimità dell'annullamento del verbale nel caso in cui si possa ragionevolmente ritenere, con prudente apprezzamento, che la contestazione immediata sarebbe stata in concreto possibile in relazione alla circolazione effettiva nel caso specifico.

Ma non solo.La Cassazione ha anche affermato che la contestazione immediata delle infrazioni ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio, onde essa non può essere omessa ogni qualvolta sia possibile, con la conseguenza che la detta omissione costituisce una violazione di legge.

Nella sostanza secondo il ragionamento della Corte, attesa la disciplina speciale dettata per le violazione del codice della strada dagli artt. 200-201 non può essere applicato a tali violazioni il principio giurisprudenziale ex art. 14 L. 689/81 secondo cui è priva di effetto estintivo dell'obbligazione sanzionatoria la mancata contestazione immediata, pur possibile, della violazione qualora sia stata effettuata la tempestiva notifica del verbale di accertamento.

Afferma infatti la Corte che l'art. 201 del codice della strada prevede che si proceda alla notifica del verbale, solo qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata e che il detto verbale contenga l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, diversamente l'art. 14 L. 689/81 prevede la notifica prescindendo dalla possibilità o meno di tale contestazione.

Ne deriva che il giudice dinanzi al quale sia stato proposto ricorso, qualora riscontri che la contestazione immediata della violazione di cui all'art. 142 c.d.s. (eccesso di velocità) era possibile, tenuto conto delle caratteristiche evolute del modello di apparecchio di rilevamento utilizzato per l'accertamento (rilevazione della velocità del veicolo contestualmente al suo passaggio, attivazione di un allarme acustico e visualizzazione della velocità su apposito display) può legittimamente escludere la sussistenza di alcune delle ipotesi di impossibiltà previste dall'art. 384 del regolamento di esecuzione del c.d.s., disponendo l'annullamento del verbale di contestazione.