LAVORARE IN RETE: COME?

Internet, Intelligenza, Intraprendenza

le tre promettenti "I" del nostro futuro

 

 

di Laura Marsilio Amigoni

Inventare nuove professioni e rilanciarne di tradizionali,ormai "scricchiolanti". Le chance occupazionali offerte dalla rete ai giovani (e non solo) sono infinite. Le carte vincenti per sfruttare le nuove tecnologie sono: associarsi e non improvvisare. Dal traduttore on line alla vendita in rete di biglietti per spettacoli e concerti: i giovani hanno trovato la strada per progettare il proprio futuro e i non più giovani hanno imparato ad adeguarsi alle nuove esigenze di mercato. Un viaggio nelle mille professioni di Internet: attenzione, però, a non farsi risucchiare dagli eccessi informatici!

 

Quella del traduttore è una delle prime professioni ad aver scoperto la rete. Giancarlo Avellino da sette anni ha smesso di girare il mondo come lavoratore dipendente e ora traduce dalla propria casa di Napoli. "Mi arrivano richieste di traduzione - spiega Avellino - dal Nord Europa, dall'Asia e soprattutto dagli Stati Uniti. Il lavoro arriva di notte e durante il giorno traduco finché ne ho voglia. Mi occupo in particolare di testi scientifici, tecnici, documentazione industriale e manuali di informatica". A Modena un'esperienza simile: la Logos, società fondata da Rodrigo Vergara, traduce testi da e in tutte le lingue: giapponese, mandarino, cinese, ad esempio. I traduttori non lavorano solo presso la sede centrale, ma sono in ben 2000 ad inviare le proprie traduzioni nottetempo da casa, approfittando dei fusi orari. Alcuni ragazzi milanesi hanno inventato Gorilla, una società nata da un sottoscala e da un software economico: Gorilla è ora una delle prime società in Italia sul mercato della vendita di libri in rete. Questa esperienza testimonia il successo di giovani che hanno trovato la forza di rompere col passato e i vecchi schemi. EasyTickets è una società creata da giovanissimi che commercializza biglietti per spettacoli e concerti. "Il segreto - raccontano i protagonisti - è rompere con due miti del passato: la ricerca del posto fisso e l'individualismo. Per far soldi con Internet è meglio associarsi". Il settore della multimedialità è senza dubbio il business meglio avviato. Per creare un videogioco e un CD-Rom è necessario il lavoro di decine di persone: c'è chi si occupa della sceneggiatura, del disegno, c'è l'impaginatore grafico dei rumori, chi cerca su Internet il materiale necessario alla realizzazione del prodotto. Sono figure professionali nuove o lavori un tempo gestiti da un'unica persona. Accanto all'infanzia, i settori su cui puntare sono il turismo e l'arte: troppo spesso i CD-Rom che illustrano la ricchezza culturale del nostro Paese vengono prodotti e realizzati all'estero. Non dimentichiamo, infine, che chi ha conoscenze di programmazione e di costruzione di siti Internet è in grado di offrire una professionalità assai richiesta dalle aziende che desiderano apparire in rete. Certo, il lavoro è duro: come in tutti i mercati nuovi, conta la capacità di convincere e la conoscenza del mercato. Internet è un mezzo nuovo, in grado di abbattere gli steccati professionali, ma per gli improvvisatori c'è sempre meno posto. La scuola e la televisione potrebbero fare molto per evitare che questo strumento sia appannaggio di pochi. Il computer deve arrivare nelle scuole; la multimedialità deve trasformarsi in un nuovo modello di insegnamento e non aggiungersi semplicemente a schemi educativi tradizionali. La televisione può contribuire in modo rilevante allo sviluppo dell'alfabetizzazione informatica e telematica. E' Umberto Eco a metterci in guardia dagli eccessi informatici: dalle pagine dell'Espresso denuncia i nuovi programmi, sempre più affamati di memoria, che pretendono hardware complessi esistemi informatici sofisticati. Spesso, gran parte di questi programmi, per l'utente medio, resta inutilizzata. "E' necessario - spiega Eco - venire a patti col progresso, eliminandone gli eccessi". Internet offre due possibilità per risparmiare soldi, tempo e arrabbiature. Utilizzare programmi "shareware": a basso costo, dotati della gran parte delle funzionalità di quelli classici, sono però meno voraci di memoria e non pretendonocomputer sofisticatissimi. La seconda opportunità è il "network computer": è un computer su cui non ci sono programmi residenti, ma chedi volta i volta va a prendersi sulla rete il software che serve per compiere determinati lavori. Intormo al "network computer" si sta concentrando l'attenzione di molte grandi aziende e di molte software house: anche questo è un settore in cui stanno nascendo nuove professioni.