"Continua ad essere basso il  livello di osservanza delle norme antifortunistiche, sia da parte di imprese grandi che piccole. Le aziende di grandi dimensioni tendono a osservare le norme per il proprio personale ma poi decentrano molti lavori a imprese minori e a lavoratori autonomi artigiani che sono senz' altro poco affidabili''. Con queste parole si conclude il rapporto della Task Force del Ministero del Lavoro che per 15 giorni ha lavorato nella provincia milanese, territorio indicato come "notevolmente esposto ai rischi d'infortunio, all'impiego abusivo di manodopera e alla irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro". Le violazioni riscontrate riguardano, in prevalenza, l'inosservanza delle norme sulla prevenzione nei luoghi di lavoro.  Sono state 650 le violazioni appurate durante i 116 ispezioni effettuate, in praticolare il 57 per cento delle infrazini si riferiscono alle opere provvisionali, il 27 per cento all'utilizzo di macchine non regolamentari, il 10 per cento a violazioni di direttive comunitarie, il 6 per cento di norme sull' igiene. Il settore dell'edilizia è quello più "esposto": su 116 controlli, solo 12 aziende sono risultate in regola. Su 24 cantieri 'visitati', 13 sono stati sottoposti a sequestro e in cinque sono stati sospesi i lavori in attesa di regolarizzazione. Quasi otto cantieri su dieci, a Milano e provincia, sono dunque irregolari. E' quanto emerge dai controlli effettuati dall'ispettorato del lavoro che ha riscontrato nel 77 per cento dei casi violazioni delle norme di legge. Ma porre in essere le violazioni non è solo il settore delle costruzioni. Anche nel terziario le nomre non sempre sono rispettate.  Va rilevato infine che è finito in manette perché teneva sette persone in condizioni precarie, un cinese, titolare di un laboratorio artigiano . Molti, infine, i riscontri di occupazione illegale, riferita ad estracomunitari ingaggiati in nero.