Libro-ricordo a un anno dalla morte

Fabrizio De Andrè, il cantautore

una città e la vita della sua gente

 

Fabrizio De Andrè, l'uomo, il cantautore, il poeta. E' il racconto - che assume il tono di una nostalgica rievocazione - riproposto da un giornalista, Alfredo Franchini, per ricordare De Andrè, ad un anno dalla morte (11 febbraio 2000). In realtà, il libro, era sato scritto quando il cantautore genovese era ancora in vita. E la prima edizione, del 99, era stata da tempo esaurita. L'occasione per una ristampa, completamente riveduta ed ampliata, è venuta, come s'è detto, dalla celebrazione dell'anniversario della scomparsa dell' artista . E' un exscursus nella vita, nelle abitudini, nel modo di pensare del cantautore genovese, trasferitosi negli anni '70 e '80 in Barbagia, fino al drammatico epilogo del rapimento suo e della sua compagna, Dori Ghezzi. E in questo libro Franchini dialoga con l' amico Fabrizio, parlando di politica, di economia, di arte, di cultura, di giustizia. E così, pagina dopo pagina, si comprendono i sogni, le utopie, l'ansia di giustizia di De Andrè, venuto da una famiglia della borghesia genovese, che ha scoperto, fin dagli anni giovanili, i valori genuini della gente semplice incontrata nei bassifondi della sua Genova, a contatto con quelli che si possono definire "eroi" al contrario. Uomini, donne, gli alti e bassi della esistenza quotidiana. Con le follie, i rifiuti e le debolezze della vita di tutti i giorni, De Andrè confronta sé stesso, davanti a tante contraddizioni, a tante paure, con la fatica di vivere . Ed emerge la sincerità, il fascino della sua generosa capacità di comprendere gli altri, come testimoniano le molte voci raccolte da Franchini. Nel contatto con le prostitute, con gli scaricatori, Fabrizio De Andrè riesce a dare immagini pulite e profonde di un mondo di emarginati, senza speranze, eppure straordinariamente vivo e ricco di umanità. Si ripercorrono i temi, le "motivazioni" e gli spunti di molte canzoni di De Andrè, che rappresentano autentiche poesie, che "entrano" nell'anima e nel cuore di chi le ascolta. Attraverso la lettura del libro di Franchini si comprendono le inquietudini, le incertezze, le passioni di un uomo spontaneo e complesso, ad un tempo, che ha attribuito alla propria vocazione per la musica e per la scrittura l'impegno per il riscatto di un mondo sommerso, calato nei carruggi e nei vicoli prospicenti il porto, luogo di perdizione ma anche centro di commerci e di scambi che conferiscono a Genova l'immagine di città cosmopolita. E nel libro, che è un compendio di cronaca, di vicende vissute, si coglie, soprattutto, il grande amore, mai interrotto, di De Andrè per la sua città natale, esteso poi alla terra di Sardegna, legata a Genova da una comune tradizione; quella terra che gli aveva consentito di riscoprire una vita semplice, a lui congeniale, che lo riportava ad una Liguria più antica, "quella della fine degli anni Quaranta, quando c'erano più alberi che case, più animali che uomini". Ma, leggendo il libro, si ripercorrono anche i sentimenti più profondi, gli incontri più significativi, le composizioni più "sofferte" dell'artista, indissolubilmente e intimamente legate all'uomo Fabrizio De Andrè. E Franchini, documentandoli, ha dato un contributo importante al ricordo e alla memoria del grande cantautore prematuramente scomparso. (luisella nicosia).

"UOMINI E DONNE DI FABRIZIO DE ANDRE'" .Alfredo Franchini, ediz. Fratelli Frilli Editori, lire 25.000.