A sei giorni dalle elezioni, il Consiglio comunale, ormai sciolto, è stato convocato in seduta urgente e straordinaria per dare attuazione a una legge del febbraio scorso riguardante l'introduzione delle tariffe cimiterali. Si tratta di questo: fino ad oggi l'inumazione, l'esumazione delle salme e le cremazioni erano assicurate a titolo gratuito dal Comune. Con la nuova legge, che il Comune è tenuto ad applicare, pena la denuncia davanti alla Corte dei Conti, questi interventi diventano servizi pubblici a titolo oneroso mentre resta la gratuità solo nel caso di salme di persone indigenti. Il Comune deve garantire una copertura minima dei costi (36 per cento) per cui l'inumazione di una salma comporterà la spesa di 170 mila lire, l'esumazione, invece, 260 mila al pari della cremazione. Tariffe che saranno applicate dal primo luglio prossimo. La delibera è stata approvata a larga maggioranza, astenuti o contrari alcuni consiglieri di opposizione. A conti fatti, tenuto conto che in anno sono più di 10 mila solo le sepolture nei cimiteri cittadini, sarà il Comune a fare il business sulle tariffe, soprattutto per le cremazioni. Ad oggi per cremare le salme, una pratica in progressivo aumento, sono due i forni in funzione nei cimiteri, ma il Comune ha già programmato la costruzione di due altri impianti. Milano, così, potrà soddisfare anche le esigenze dei comuni vicini, non dotati di forni di cremazione.